L’ERNIA DISCALE:” Un aiuto importante dall’Osteopatia”

Con il passare degli anni, i dischi della colonna vertebrale possono perdere flessibilità ed elasticità. I legamenti che circondano il disco diventano fragili e possono lacerarsi più facilmente. Un’ernia del disco  è una degenerazione del disco intervertebrale, il quale si rompe e spesso può causare una compressione sulle strutture circostanti (nervi, midollo).

SINTOMI
E’ possibile avere un’ernia discale senza saperlo, i dischi erniati o rigonfiati talvolta si mostrano nelle immagini spinali radiologiche di persone che non hanno sintomi di problemi al disco.

Alcune ernie del disco possono invece essere più dolorose, i più comuni segni e sintomi di un disco erniato sono:

SCIATICA: un dolore radiante, pungente, talvolta con formicolio e intorpidimento, che inizia nel gluteo e si estende lungo la schiena o il lato di una gamba.
DOLORE, intorpidimento o debolezza nella parte bassa della schiena e della gamba, o nel vostro collo, spalle, petto e braccio.
MAL DI SCHIENA o DOLORE ALLA GAMBA che peggiora quando si sta seduti, si tossisce o starnutisce.

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VALUTAZIONE E TRATTAMENTO OSTEOPATICI:

Sempre più pazienti si rivolgono all’ Osteopatia per risolvere od alleviare le problematiche correlate all’ ERNIA DISCALE.

L’approccio Osteopatico a differenza di molte altre metodiche Riabilitative è un approccio Olistico, che non cura il Sintomo, ma prende in considerazione tutte quelle riduzioni di movimento ( articolari, muscolari,fasciali, viscerali e craniali), che possono compromettere la funzionalità dell’ organismo.

L’Osteopata effettua un riequilibrio posturale attraverso una precisa conoscenza dell’anatomia, della biomeccanica e dei riflessi Neurofisiologici alla base del controllo posturale.

LA SEDUTA OSTEOPATICA:

  1. ANAMNESI: nella quale l ‘ Osteopata raccoglie informazioni su: DOLORE, FUNZIONALITA’ DELLA COLONNA, VISCERALE, E STORIA CLINICA DEL PAZIENTE.
  2. VALUTAZIONE: l’Osteopata effettua test Neurologici, Ortopedici, Osteopatici e Posturali per programmare e scegliere le tecniche di trattamento.
  3. TRATTAMENTO: Dopo aver raccolto tutte le informazioni necessarie l’Osteopata esegue tecniche muscolari, articolari, viscerali e cranio-sacrali con il fine di recuperare la mobilità dell’ organismo e ripristinare l’omeostasi corporea.

L’OSTEOPATA se la situazione lo richiede, può lavorare in equipe con FISIATRA, ORTOPEDICO, NEUROCHIRURGO e ANESTESIOLOGO per facilitare il percorso di recupero e migliorare la compliance al trattamento.

Qui di seguito un video esplicativo sulla’ ernia discale lombare:

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DIEGO MARUTTI

Dott. in Fisioterapia

Dott. in Scienze Motorie

Formazione in Osteopatia

IL METODO MEZIERES: ”RIPROGRAMMARE LA POSTURA PER MIGLIORARE LA FUNZIONE”

Che cos’è il metodo Mezieres?

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Il metodo Mézières è un metodo di cura rivoluzionario , scoperto nel 1947 da Françoise Mézières. Essa ha visto, capito e, raffinato con pazienza il suo metodo, per farne lo strumento meraviglioso e così efficace che ha trasformato la nostra vita di terapisti e la vita di un numero incalcolabile di pazienti guariti…

Si può affermare che il metodo Mézières consiste nel trovare,nello squilibrio generale di tuta la nostra muscolatura, il muscolo o i muscoli contratti o raccorciati, nel lavorare questi muscoli nella loro manifestazione patologica per far allentare le tensioni e per ridargli la loro lunghezza originale, affinché il corpo possa ritrovare la sua forma armoniosa.

In cosa consiste il  trattamento?

Ciascuna seduta del Metodo Mézières inizia con l’osservazione del paziente. Considerato che il recupero della forza e dell’elasticità e la riduzione del dolore dipendono dal ripristino della buona morfologia, il bilancio sarà essenzialmente morfologico. Si comincia in piedi, poi piegati in avanti e infine sdraiati supini per terra. Grazie all’osservazione, rapida e precisa, il terapeuta ha già una visione sintetica delle asimmetrie del paziente e delle difficoltà che potrà incontrare. Ha inizio così il trattamento: una successione di posture, proposte dal terapeuta e mantenute dal paziente. Lo scopo delle posture è di allungare le catene muscolari facendo riferimento alla forma perfetta. Lo stiramento dei muscoli provoca però un certo disagio e quindi il corpo, in maniera del tutto incosciente, mette in atto tutta una serie di “compensazioni” per evitare l’allungamento che spesso si esprime in una sensazione di dolore. Si tratta di un dolore da stiramento muscolare che i pazienti descrivono come “un dolore che si sente che fa bene”.

Le tre squadre di Mézières

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Le diverse posture che vengono proposte al paziente vengono indicate a seconda delle deformazioni del soggetto e delle modalità di compensazione che egli stesso utilizza per proteggerle. Non esistono quindi delle posizioni standard. Non esiste nessuna ricetta, solo alcuni principi di base. In effetti ogni patologia ha una modalità di espressione simile: i sintomi della sciatalgia, ad esempio, sono riconoscibili come il dolore forte al gluteo, nella parte posteriore della coscia, laterale della gamba ecc.. L’accorciamento che provoca il dolore, però, si manifesta spesso in maniera diversa, perciò, due persone, con lo stesso dolore, ma con deviazioni dalla “forma” normale differenti, avranno bisogno di due sedute diverse.
In ogni seduta il terapeuta deve inventare, creare su misura una sequenza organizzata di esercizi posturali in funzione della situazione che si presenta.

Per quali patologie è indicato il metodo Mezieres?

Il Metodo Mézières, in particolare, è indicato per normalizzare tutti i problemi osteo-muscolo-articolari ed ha come campo di applicazione quello della patologia funzionale:

Vertebrale: lombalgie, lombo sciatalgie, cervicalgie, cervicobrachialgie, etc..
Articolare: periartrite scapolo-omerale, coxartrosi, gonartrosi
Muscolare: sindrome degli scaleni, sindrome dello stretto toracico superiore, sindrome dell’angolare.
Dismorfica: iperlordosi, ipercifosi, ginocchia valghe/vare, piede piatto/cavo
Viene indicato, inoltre, per gli sportivi per la prevenzione di contratture, stiramenti, strappi, tendiniti e inoltre trova applicazione nell’ambito della medicina preventiva.

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Può essere inoltre abbinato ad approcci manuali olistici come l’ Osteopatia o la Chiropratica.

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DIEGO MARUTTI

Dott. in Fisioterapia

Dott. in Scienze Motorie

Formazione in Osteopatia

LA SINDROME DELLA BANDELLETTA ILEO-TIBIALE (GINOCCHIO DEL CORRIDORE)

La sindrome della bandelletta ileotibiale, conosciuta anche come “ginocchio del corridore”, consiste in un processo di infiammazione della zona ileotibiale, che è situata nella fascia laterale del femore e riveste i muscoli della coscia.La funzione principale della bandelletta ileo tibiale è quella di dare stabilità alla componente antero-laterale del ginocchio. Quindi è una patologia del ginocchio che risulta essere molto diffusa fra gli sportivi e colpisce soprattutto i podisti (da qui il nome “ginocchio del corridore”), ma anche i pallavolisti, i calciatori e i giocatori di basket.

La sindrome del ginocchio del corridore si manifesta attraverso un dolore continuo, non acuto, che è localizzato nella zona laterale/esterna del ginocchio; il dolore tende ad aumentare quando si piega il ginocchio e il livello massimo di dolore si raggiunge con una flessone di 30°.

In questa patologia, il dolore al ginocchio esterno inizia a manifestarsi dopo un periodo iniziale di allenamento intensivo e poi tende a diminuire quando si tiene l’arto a riposo.

Le cause di questa sindrome posso esser anatomiche o attività sportiva-dipendenti.

FATTORI ANATOMICI:
– ginocchio varo (le classiche gambe a parentesi);
– varismo della tibia;
– piede pronato;
– epicondilo femorale pronunciato;
– sovrappeso (molto spesso è sottostimato, ma negli atleti risulta essere un fattore molto importante perché è legato all’aumento della massa muscolare).
FATTORI SPORTIVI:
– corsa su piani inclinati;
– lunghi percorsi;
– corsa su piani dove si alternano discese e salite;
– allenamenti intensi in periodi molto brevi;
– intensificazione e cambiamento degli allenamenti.

TRATTAMENTO

Una volta abbassati i livelli di infiammazione con ( Crioterapia, Tecarterapia, Laserterapia), bisogna analizzare le cause di tale sindrome, attraverso un attenta VALUTAZIONE POSTURALE che analizzi sopratutto:

  • APPOGGIO PODALICO( analisi dei carichi, valutazione scarpe/plantari utilizzati).
  • ALLINEAMENTO POSTURALE E ROM ARTICOLARE DI ANCA E GINOCCHIO E RACHIDE.
  • EVENTUALI SQUILIBRI MUSCOLARI DELL’ARTO INFERIORE.

Una volta individuata la causa si imposta un programma personalizzato di riarmonizzazione posturale, il quale può avvenire attraverso:

  • MANIPOLAZIONI OSTEOPATICHE( STRUTTURALI E FASCIALI).
  • TECNICHE DI RIARMONIZZAZIONE POSTURALE( MEZIERES, RPG).

Migliorata la sintomatologia dolorosa, è importante insegnare al paziente ESERCIZI DI AUTO-TRATTAMENTO, in modo da mantenere e migliorare i risultati ottenuti con la Terapia Manuale.

Infine, per evitare ricadute, è consigliabile riprendere l’attività sportiva con carichi di lavoro gradualmente crescenti.

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DIEGO MARUTTI

DOTT. IN FISIOTERAPIA

DOTT. IN SCIENZE MOTORIE 

FORMAZIONE IN OSTEOPATIA